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ALMANACCO DI MERCOLEDI' 04 MAGGIO 2016

BUONGIORNO A TUTTI OGGI E’ MERCOLEDI’ 04 MAGGIO SI FESTEGGIA SAN CIRIACO.

IL METEO DI OGGI E’ CARATTERIZZATO DA TANTE SCHIARITE, UN MOMENTO PIOVE ED UN ALTRO C’E’ IL SOLE. LE TEMPERATURE RESTANO STABILI NON SUPERIAMO I 15 GRADI.

QUESTA MATTINA ALLE ORE 11,00 SI SVOLGERANNO A SCANNO I FUNERALI DI CIARLETTA NUNZIATINA.

SEMBRA TORNATA ALLA NORMALITA’ LA QUESTIONE METANO IN VIALE DEGLI ALPINI. DOPO UNA DURA GIORNATA DI LAVORO SI E’ RIUSCITI A PULIRE LA CONDOTTA GAS DALL’ACQUA PRESENTE NELLE TUBAZIONI E GARANTIRE DI NUOVO LA FORNITURE AI FABBRICATI LIMITROFI. ORA LA CACCIA ALLE RESPONSABILITA’.

IN QUESTO FINE SETTIMANA TORNA LA VENDITA BENEFICA A SCANNO, VILLALAGO E FRATTURA CON LE AZALEE.

PER LA PAGINA DEGLI AUGURI BUON COMPLEANNO OGGI A STEFANO GAVITA, POI CI SPOSTIAMO A ROMA PER GLI AUGURI A YLENIA GIANSANTE, POI A SULMONA AUGURI A MAURIZIO SILLA ED A BARI INVIAMO GLI AUGURI A YVONNE CERNO’.

VI AUGURIAMO UNA BUONA GIORNATA ED APPUNTAMENTO AL QUOTIDIANAMENTE DI QUESTA SERA 

 
IL MUSEO DELLA LANA

Un museo di identità e di popolo di Marina Greco

Il Museo della Lana di Scanno raccontato dal direttore, il Prof. Michele Rak:

Come è nato il museo?

Il Museo della lana è una rete museale fondata nel 1993 da un’Associazione culturale composta di Volontari con il fine di contenere la scomparsa di intere sezioni del patrimonio culturale di Scanno e della Valle del Sagittario e di contribuire alle iniziative contro il degrado del centro storico e in favore dei viaggi culturali.

Il Museo ha 2 sedi materiali e 3 sedi virtuali. E’ un museo fondato sul modello del museo di identità ideato da Michele Rak.

La prima sede è un mattatoio costruito nel 1904 e restaurato nel rispetto delle regole dell’archeologia industriale (dal 1994). E’ uno straordinario edificio a 12 luci, chiamato ora dai viaggiatori la Casa dei 12 mesi.

Qual è il patrimonio che lo caratterizza?

La rete museale comprende:

La Mostra permanente: La vita quotidiana a Scanno e nella Valle del Sagittario (1845-1930), che allinea gli utensili in uso nei decenni della graduale dissoluzione della cultura pastorale.
E’ una mostra continuamente ampliata e articolata con documenti, attrezzi, immagini, che consentono una sempre più dettagliata visione delle trasformazioni intervenute in questo paese d’arte dall’inizio del Contemporaneo e dell’industrialismo.

La Chiesa di San Giovanni (del 1630), dove si celebra la rituale messa del 24 giugno, con l’installazione, che comprende le statue dei santi Protettori del paese di Scanno e della Valle del Sagittario recuperati e restaurate dal Museo della lana, da San Biagio a San Donato, dall’Immacolata al Cristo che risorge.

L’Auditorium delle Anime Sante che ospita le mostre estive, le proiezioni, le presentazioni, i dibattiti.

Cosa attira di più i visitatori?

Il favoloso costume femminile di Scanno e le fotografie che da fine Ottocento ad oggi hanno registrato la presenza di Cartier Bresson, Giacomelli, Scianna e molti viaggiatori e fotografi abruzzesi.
Gli studi su questo argomento hanno portato alla produzione delVirtual museum of photography. E’ uno dei progetti realizzati dalla Fototeca del Museo insieme alla Regione Abruzzo e altri partner per l’Unione Europea.

E’ attivo on line dal marzo 2003. Ha ricostruito in 500 fotografie degli archivi pubblici e privati la storia fotografica della regione: le tradizioni, l’artigianato, le feste, i personaggi, i documenti della tradizione letteraria e musicale. E’ il sito a cui scrivono gli emigrati.

Quale opera o collezione le piace personalmente di più?

La cassa matrimoniale Scarpitti, che conteneva il corredo da sposa e contiene ancora le immagini dei santi che accompagnavano la sposa in quel momento di cambiamento della condizione.
Poi il Virtual museum of photography per la sua presenza in rete e il suo continuo rinnovamento.
L’archivio fotografico di Pietro di Rienzo e la collezione delle sue lastre fotografiche, infine laraccolta di stoffe e di disegni per il tombolo.

Qual è la valenza didattica del suo patrimonio? Come e con quali risultati si rivolge agli studenti? 
Lavorano in stages presso il Museo della lana studenti delle migliori università dell’Italia centrale – da Pisa a Siena, dall’Aquila a Siena, da Roma a Viterbo. Studiano come classificare, fotografare, digitalizzare la memoria storica di un paese d’arte.

Ci sono appuntamenti clou e rassegne prestigiose da non perdere?

Un paese d’arte vive di eventi culturali di qualità, assicura una vita quotidiana tranquilla insieme ai vantaggi dell’ambiente. Le feste religiose segnalano la partecipazione della comunità e la cerimonia del Catenaccio. Il corteo degli sposi in costume è un momento di grande visibilità del paese. Da qualche anno viene sempre più valorizzato il patrimonio musicale dell’Italia del Sud.

Quali sono i servizi che offrite ai visitatori?

Libri di fotografie, le indicazioni sui gioielli etnici, la cura dell’ambiente. Il Museo allinea i suoi servizi a quelli della Mediateca comunale, con la sua biblioteca, l’archivio, i dischi.

Quale ruolo assolve, dal punto di vista sociale e culturale, nell’ambito territoriale?
Il Museo della lana è un museo di identità e un museo di popolo. La vita quotidiana è un conglomerato in cui la caffettiera, l’alare del camino, il quadro hanno un loro posto nella ricostruzione di una identità storica.

A segnalare la partecipazione della comunità si ricordi: quando il Museo è stato aperto era vuoto. Poi, come recita una delle tante leggende che lo circondano, si è presentata la prima vecchina che ha chiesto al Museo di conservare quello che altrimenti sarebbe stata costretta a gettare via. Come accade nelle case sempre più ingombrate dall’oggettistica delle culture mutanti.
Così hanno cominciato ad accumularsi - e ad essere restaurati e catalogati - i mobili, gli utensili, i panni, i quadri, i piatti che hanno consentito di organizzare la mostra permanente.

Come immagina il museo da qui a dieci anni?

Il Comune sta destinando al Museo della lana nuove stanze destinate alla fotografia, al costume, all’archeologia, al lavoro degli orafi e degli operatori che realizzano il formaggio secondo le antiche ricette. Il Museo della lana diventerà un museo di importanza regionale e uno dei più innovativi dell’Italia centrale, collegato con il grande circuito europeo ed internazionale dell’antica cultura pastorale e del mercato della lana. (da Blog Comuni Italiani)

 
ALMANACCO DI MARTEDI' 03 MAGGIO 2016

BUONGIORNO A TUTTI IN QUESTO MARTEDI’ 03 MAGGIO SI FESTEGGIANO GLI APOSTOLI FILIPPO E GIACOMO.

LA GIORNATA SI APRE CON CIELO COPERTO E DEBOLI PIOGGE, NEL CORSO DELLA GIORNATA AVREMO QUALCHE SCHIARITA CON TEMPERATURE ANCORA BASSE.

QUESTA E’ LA SETTIMANA DOVE A VILLALAGO VERRANNO PRESENTATE LE LISTE AMMINISTRATIVE PER IL PROSSIMO VOTO DI GIUGNO. DALLE VOCI IN PIAZZA LE LISTE DOVREBBERO ESSERE DUE. NATURALMENTE NOI SEGUIREMO L’EVOLVERSI DELLA COMPETIZIONE ELETTORALE CON IL NOSTRO CONSUETO SPIRITO DI CRONISTI.

PER I NOSTRI AUGURI OGGI BUON COMPLEANNO A EZIO FRATINI, A SIMONE PETROCCO, AD ERNESTO MANCINI, AD ANGELO SPACONE, POI A SULMONA AUGURI AD EMMA CARFAGNINI ED INFINE A BOLOGNA AUGURI AD EMANUELE DI CESARE.

NON CI RIMANE CHE AUGURARVI UNA BUONA GIORNATA ED APPUNTAMENTO AL QUOTIDIANAMENTE DI QUESTA SERA

 
ALLARME BOCCONI AVVELENATI

Bocconi avvelenati, diciotto pastori abruzzesi e due cavalli morti 

Attese le analisti dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo per comprendere le cause ed agevolare le indagini dei carabinieri. L'ipotesi di una "guerra" tra tartufai e cacciatori si fa sempre più concreta

Una vera e propria mattanza quella che si sta consumando tra i monti della Valle del Sagittario tra Anversa e Cocullo, in cui a rimetterci sono gli animali probabilmente a causa di una guerra tra tartufai e cacciatori. Fatto sta che sono circa diciotto i capi, tra pastori abruzzesi e due cavalli, per non parlare di diversi volatili che si nutrono delle loro carcasse, che nei giorni addietro sono stati ritrovati morti tra i monti.

A causarne il decesso, molto probabilmente, bocconi avvelenati che non si capisce da chi e perché siano stati diffusi sul territorio. Non solo. Alcun capi sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco. Se ne capirà qualcosa in più dopo le analisi che l’Istituto zooprofilattico di Teramo si sta apprestando a svolgere. Risultati che, una volta ottenuti, potrebbero agevolare i carabinieri nelle indagini. Intanto a rimetterci sono allevatori e pastori che in questa “guerra” hanno perso i loro capi branco, quelli che avrebbero dovuto guidare la difesa in caso di attacchi di predatori. (da ZAC.it)

 
I MERLETTI AL TOMBOLO


I merletti ed i ricami al "Tombolo"

Una sorte per certi versi analoga a quella dell'artigianato orafo ha avuto la lavorazione del tombolo a Scanno. Contrariamente a quanto si è sostenuto in passato, la produzione dei merletti non si pone che dalla prima metà dell'800, quando "ju cummudine" - il corpetto dell'abito delle donne locali- si arricchisce della "scolla", un merletto ornamentale cucito intorno al collo dai motivi più vari, in genere fitomorfi. Basta un'indagine iconografica anche veloce per notare come nell'abbigliamento femminile non compaiano trine.

E' nella stampa Boilly-Engelmann del 1827 che nell'abito si incontra la "scolla". L'arte del tombolo, come quella del ricamo, non era ben conosciuta in paese quando, nel 1599, ci si rivolse a Flaminio Scarpanzio di Sulmona per la realizzazione di uno stendardo della Confraternita del SS. Sacramento. E ancora nel 1890 il manto della Vergine delle Grazie venne fornito dal centro di ricamo romano di Angelo Tafani.

tratto da: L'artigianato - Amedeo Fusco,  Scanno Guida Storico-artistica alla città e dintorni CARSA Edizioni - Pescara 2001.

Con molta creatività si possono creare dei preziosi gioielli

La rinascita di un’arte antica

Con Internet si apre una nuova frontiera

di Francesca Contilli

L’arte del tombolo rinasce con internet: basta entrare nel sito www.merlettoitaliano.it per scoprire la storia, le diverse tecniche di lavorazione e i principali centri, non solo italiani ma anche europei, che vantano questa forma di artigianato nata 500 anni fa.

Il sito funge inoltre da ”collante virtuale” tra merlettaie e merlettai - perché valicate le alpi il tombolo diventa anche un’attività maschile – che hanno la possibilità di discutere e mettere a confronto le più svariate tecniche di lavorazione. Internet e tombolo è un cortocircuito che stupisce: nata come grande arte minore, antica e domestica, femminile per convenzione e per maschile supponenza, si è ora trasformata in arte di rete.

È questo il risultato della globalizzazione delle pratiche che tra il cinquecento e l’ottocento ha messo in contatto abruzzesi e lombardi, genovesi, veneziani ma anche inglesi, portoghesi e austriaci.

A Scanno questa tecnica di lavorazione è strettamente legata al costume muliebre; risale infatti, secondo alcune ricerche approfondite, alla metà dell’ottocento, quando a “ju cummudine”, corpetto dell’abito delle donne scannesi, venne cucita lungo il collo la “scolla”, un merletto di pizzo realizzato a tombolo. Ma l’ipotesi più plausibile per cui la tecnica del lavoro del pizzo a fuselli si sia impiantata in un territorio isolato e montano come Scanno, sembrerebbe legata al trasferimento nel nostro territorio di capomastri e muratori lombardi durante il 1700 per la ricostruzione dei portali.

Il tombolo, cardine dell’artigianato scannese, è il risultato di tecniche genovesi come il punto palmetta, veneziane come le puntine, e milanesi come le retine e il punto tela, che le merlettaie hanno assimilato e trasformato secondo le tradizioni locali, introducendo anche fogge e disegni originali.

Il merletto è lavorato con l’ausilio di un tombolo e di un quantitativo di fuselli sui quali va avvolto il filo che intrecciandosi con movimenti semplici ma straordinariamente complessi per la velocità di esecuzione, formano i motivi disegnati in precedenza su carta modello. Le merlettaie tracciano così su lenzuola, coperte, centrini, una cartografia domestica che simboleggia le abitudini, i gusti e la cultura della società.

A coloro che oggi chiedono a cosa possa servire imparare il tombolo sicuramente si risponderà che è ormai un’attività di difficile futuro dal punto di vista economico.

Questo prodotto però si è innovato cercando di adeguarsi il più possibile ai gusti moderni e si è rivelato come una nuova opportunità di lavoro nel settore orafo: sostituendo il filo di cotone con fili d’oro o di rame si possono realizzare dei gioielli. (I love Abruzzo)

 
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