A PROPOSITO DEL LAGO CHE NON C'E'
Scritto da REDAZIONE   
Giovedì 09 Febbraio 2012 09:18

Si racconta, come nelle favole, che molti anni fa un viandante, risalendo la valle del Sagittario, si ritrovò a vivere una di quelle inaspettate grandi emozioni che mai avrebbe immaginato.
Era una bella giornata di sole, una di quelle da sogno dipinta di soli due colori: il blu intenso del cielo ed il bianco accecante della neve.
Partito di primo mattino da Anversa degli Abruzzi a dorso del suo asino, si prefisse di arrivare a Scanno intorno a mezzogiorno per vendere le sue mercanzie e soprattutto farina di mais.
Alcuni abitanti del posto lo avevano informato che la strada era lunga, irta e piena di pericoli con possibili distacchi di slavine.
L’inverno, eccezionalmente rigido, aveva creato già molti problemi bloccando diverse strade, isolando interi paesi con l’urgente necessità di rifornimenti di cibo ed altro. In merito, pensò che sicuramente avrebbe fatto buoni affari.
La bellezza della Valle contribuì ad allontanare il pensiero su qualsiasi ulteriore possibile calamità. E le orme degli animali che l’abitavano gli furono di grande utilità, quasi ad indicargli il cammino.
Non conosceva affatto il posto e, alla fine della salita, si ritrovò davanti ad un immenso, quanto inaspettato territorio pianeggiante sprovvisto di alberi, cespugli, pietre o massi…insomma completamente privo di vegetazione o ostacoli di altra natura.
Non gli sembrò vero e senza alcuna esitazione continuò il suo viaggio alquanto sollevato ed a passo veloce, immerso in un paesaggio spettacolare mai visto.
Tutte le paure, anche di incontrare soprattutto i lupi, quelli non mancavano mai, erano alle spalle, seppur qualche ululato, qua e là, riusciva a rompere quel silenzio surreale mai percepito.
Arrivato nella piazzetta di Scanno, stracolma di neve, fu subito circondato dagli uomini del paese ai quali, dopo aver raccontato del suo avventuroso viaggio e dopo aver celebrato le immense bellezze del posto, si soffermò principalmente sul come fossero fortunati ad avere una pianura così vasta e così comoda da attraversare.
Gli astanti, interdetti, si stupirono non poco e guardandosi in faccia si scambiarono qualche sorrisetto a mezza bocca, tanto da far sprofondare il nostro viandante nell’imbarazzo più completo.
Ma il tutto svanì in un attimo quando gli fu riferito che si trattava di un lago e per sua fortuna ghiacciato.
L’inaspettata notizia, data così quasi senza pensarci, gli avrebbe potuto far prendere un colpo, ma sembra che la consapevolezza dello scampato pericolo abbia avuto il sopravvento in positivo, accompagnata da più di una rassicurante pacca sulle spalle.
Nel tempo qualcuno ha riferito il contrario e cioè che finì male.
Non avendo ulteriori notizie precise sull’accaduto, ci piace credere che la prima eventualità  corrisponda al vero, salvo smentite, e che il nostro amico abbia trascorso una gran bella giornata e magari di aver venduto tutto quello che aveva da vendere.  
Onilep